Grande successo per il nostro Planetario al Centro Commerciale Rho Center, in cui è stato presente dal 5 all’11 Maggio.
astronomia
Visitando il nostro planetario al Centro Commerciale Megalò dal 10 al 27 Ottobre, puoi vincere un meraviglioso viaggio al Kennedy Space Center della Nasa in Florida:
Per ulteriori informazioni:
Ferruccio Zanotti 338/4772550
Massimiliano Di Giuseppe 338/5264372
e-mail: esploriamoluniverso@gmail.com
il 21 Marzo vieni a vederla dall’osservatorio astronomico di Ostellato ( FE ) – clicca qui!
Aggiornamento del 13/03/2013:
la cometa finalmente visibile nel nostro emisfero:
clicca “sottotitoli” per avere la traduzione in italiano:
La cometa Panstarrs è in arrivo, fra pochi giorni farà il giro di boa attorno al sole e sarà finalmente visibile dal nostro emisfero, la luminosità che raggiungerà è ancora incerta , ma si fanno leggermente più ottimistiche le previsioni che la davano al massimo di mag.+3, il 28 febbraio era già di mag. +2.6 e si stima possa arrivare fra la mag. +2 e la 0, nel momento di massima vicinanza al sole il 10 marzo, ma rimanente sintonizzati le comete sono capricciose e possiamo attenderci sorprese.
Oggi 1 marzo 2013 è stata immortalata da George Ionas da Palmerston North in Nuova Zelanda a 6° dall’orizzonte nel cielo chiaro del crepuscolo ed era già ben visibile a occhio nudo:

Cometa Panstarrs fotografata da Gabriel Bibé il 26 febbraio 2013, Ushuaia, Terra del Fuoco, Argentina.
ti può anche interessare:
sta arrivando la cometa Panstarrs
Slideshow by Giorgio Massignani:
AURORA BOREALE from Andrea Battistella on Vimeo.
LAPPONIA SVEDESE 2013: Stregati dalle aurore!
di Massimiliano Di Giuseppe
” Non si può commentare il sublime…”
Alberto alza il calice, invitato dal sottoscritto ad una riflessione e ad un commento sull’esperienza appena vissuta ad Abisko e le sue parole vengono accompagnate dall’approvazione e dal plauso degli altri 16 commensali seduti al ristorante Steakhouse di Stoccolma. E’ il 13 Febbraio 2013 e siamo appena giunti alla conclusione di una straordinaria avventura in terra svedese accompagnata da cieli tersi e sopratutto da una grande attività aurorale.
Tutto inizia lo scorso anno durante una precedente spedizione di Coelum viaggi in Islanda a caccia di aurore boreali. Il bottino era stato piuttosto magro a causa dell’imperversare di perturbazioni e condizioni meteo veramente infauste quando, l’ultima sera a Reykjavik, girovagando delusi su internet tra vari siti meteo e astronomici, ci imbattiamo in un articolo di Alessandra Farina, che racconta la sua personale esperienza di cacciatrice di aurore nella Lapponia Svedese.
Il racconto parla di Abisko, un piccolo paesino 200 km a Nord del circolo polare artico, alla latitudine di 68,2°N, che gode di condizioni climatiche particolarissime, circondato da montagne che ostacolano le precipitazioni e che assicurano 200 giorni sereni all’anno, il cosiddetto “Blue Hole of Abisko”, uno dei luoghi migliori al mondo per l’osservazione delle aurore!
Nelle vicinanze si trova anche la famosa Aurora Sky Station, un rifugio con una stazione di rilevamento automatica, da cui ogni notte vengono scattate immagini delle aurore, situato a 1000 m di quota sulla vetta del monte Nuolja, che in lingua Sami significa: “il monte che tiene lontane le nuvole…”
Ci guardiamo e prendiamo il solenne impegno di organizzare una spedizione in questo luogo idilliaco l’anno successivo.
E così ,puntualmente, il 7 Febbraio 2013 siamo in partenza dall’aeroporto di Linate con un gruppo di 17 temerari con destinazione Kiruna nell’estremo lembo settentrionale della Svezia, pronti a sfidare il gelo delle notti polari per osservare uno dei più spettacolari ed impressionanti fenomeni della natura. Oltre al sottoscritto e al consueto Ferruccio Zanotti, ci seguono altri componenti della precedente spedizione in Islanda: Enrico Castiglia, Alberto Palazzi, Barbara Scura, Gianpaolo Lucci, Esther Dembitzer, Andrea Battistella, poi un altro vecchio compagno di viaggi astronomici, Deni Fier, l’uzbeko Giorgio Massignani ed i nuovi adepti Daniele Casini, Monica Manelli, Gaetano Labombarda, Laura Longhi, Paolo Tura, Ginetta Zappaterra ( la mia professoressa di lettere ai tempi delle medie!), assieme alla sorella Anna Maria.
La Regione degli Urali in Russia ore 04:20 ( ora italiana ) è stata scossa dall’ esplosione nella stratosfera di un meteoroide ( le stime preliminari indicano un corpo originario di circa 17 metri di diametro, oltre 10.000 tonnellate di massa e velocità di 18 km/s ). Un bolide con luminosità paragonabile al Sole ha prodotto un’onda d’urto che ha danneggiato diversi edifici, e frantumato i vetri di migliaia di finestre nel bel mezzo del gelido inverno del grande nord. Circa 1200 persone sono alla ricerca di cure mediche per ferite più o meno gravi.
Il bolide avrebbe prodotto nove esplosioni fra i 20 e i 25 chilometri di altezza sulla superficie terrestre, a quanto ci risulta è il primo evento documentato di danni estesi a costruzioni e grande numero di feriti per l’impatto di un meteoroide nell’atmosfera e si tratta della più grande roccia schiantatasi sul pianeta dall’evento Tunguska in Siberia nel 1908.
Gli Infrasuoni raccolti da una rete progettata per il collaudo di armi nucleari suggerisce che esplosione di oggi ha rilasciato energia equivalente a cinquecento kilotoni di TNT. Questo renderebbe l’esplosione del bolide russo molto più potente dell’arma nucleare della Corea del Nord testata pochi giorni fa.
Non ci sarebbe nessun collegamento con il piccolo asteroide DA14 che questa sera (15 Febbraio) sfiorerà il nostro pianeta passando a una distanza inferiore dei satelliti geostazionari.
Simulazione della traiettoria del bolide “russo” e dell’orbita dell’asteroide DA14:
Il flash luminoso del bolide ( fireball ) è stato osservato nelle regioni russe di Chelyabinsk, Tyumen e Sverdlovsk, e nel Kazakistan settentrionale.
Unità dell’esercito sono alla ricerca di meteoriti che potrebbero essere arrivati al suolo in diversi luoghi, tra cui una zona nei pressi di una base militare vicino al lago Chebarkul , a ovest di Chelyabinsk e nella vicina regione di Tyumen.
Danni a terra a Chelyabinsk. un muro e un tetto nei pressi di una fabbrica di zinco sono crollati, interruzione di Internet e della telefonia mobile nella città. Le scuole sono state chiuse, soprattutto a causa delle finestre rotte.
In totale quasi 3.000 edifici sono stati danneggiati, di cui 34 strutture mediche e 361 scuole e asili.
Il bolide o fireball è una meteora ( stella cadente ) di elevata luminosità, superiore rispetto a quella del pianeta Venere, l’astro più brillante del cielo dopo il Sole e la Luna.
Per cui se avvistate una meteora più luminosa di qualsiasi stella o pianeta state osservando un bolide.
Non esiste un limite superiore di luminosità, sono stati osservati bolidi di magnitudine superiori a quella del Sole, i bolidi molto più brillanti della luna piena ( più luminosi della magnitudine -17 ), sono chiamati superbolidi.
I bolidi, al contrario della quasi totalità delle meteore comuni, possono presentare, oltre al color bianco, anche altri colori, ben percepibili: i principali sono il verde smeraldo, il rosso, l’azzurro elettrico, l’arancione ed altri: possono presentare diametri nettamente percepibili, con nuclei fino ad oltre 1° di diametro (due volte la Luna piena).
bolide ripeso il 27 ottobre a Ferrara da una delle stazioni di monitoraggio video dell’IMTN:
Durante la loro apparizione, che può durare fino a oltre 10 secondi, con casi documentati fino a 101 secondi (bolide del 10 agosto 1972 apparso sopra gli USA) possono presentare “flare” (esplosioni), frammentazioni, avere traiettorie non rettilinee: la variazione della luminosità durante l’apparizione è legata alla composizione e struttura del corpo cosmico, chiamato meteoroide, che dà origine al bolide.
I bolidi possono dare origine a rumori, in genere simili a tuoni lontani, a salve d’artiglieria, a esplosioni di mine di cava: in genere questi suoni sono percepiti da 1 a 3 minuti dopo l’apparizione del bolide visivo in quanto essendo dei suoni (velocità 0,3 km/s circa) necessitano di un certo tempo per raggiungere l’osservatore.
Inoltre i suoni sono percepibili solo quando sono generati ad una altezza non superiore a 50 km in quanto ad altezze maggiori sono riflessi verso l’alto andando a svanire nell’alta atmosfera: questi suoni sono dovuti alla disgregazione, spesso esplosiva, del meteoroide.
In rari casi possono generare suoni elettrofonici: questo fenomeno probabilmente ha un’origine similare agli analoghi suoni generati dalle aurore boreali: si presume che siano il risultato dell’interazione di onde elettromagnetiche, generate dalle perturbazioni provocate dal bolide al campo magnetico terrestre, con oggetti metallici situati nelle immediate vicinanze degli osservatori che le percepiscono.
Al contrario dei suoni provocati dal frammentarsi del meteoroide, i suoni elettrofonici sono percepibili contemporaneamente all’apparizione del bolide visivo poiché le onde elettromagnetiche che li generano viaggiano a velocità simili a quella della luce.
bolide appartenente allo sciame meteorico delle Leonidi, ripreso sempre dalla stazione video IMTN di Ferrara:
Un bolide della luminosità della Luna piena ha usualmente una massa pre-atmosferica di 100 kg: solo un bolide ogni 100 con una magnitudine come quella della Luna piena dà origine a meteoriti ( ovvero frammenti che arrivano al suolo ).
Normalmente i bolidi eclatanti che impressionano i testimoni occasionali sono di origine sporadica (non legati a sciami meteorici): è comunque usuale che durante gli sciami meteorici siano visti anche bolidi.
Fonte: Wikipedia
Questa sera 25 gennaio ore 19;33 TL, uno spettacolare bolide ( grossa meteora ), è stato ripreso da una delle videocamere dell’IMTN ( Italian Meteor and TLE Network ), di Ferrara.
L’IMTN (ITALIAN METEOR and TLE NETWORK) è una rete di sorveglianza NAZIONALE di studio dei fenomeni dell’alta atmosfera, in genere localizzati tra i 20 e i 120 km di quota, rispetto alla superficie terrestre. Nata ufficialmente nel GENNAIO 2009, è formata da stazioni permamenti (e mobili), VIDEO e RADIO, attive 24/24h ogni giorno, per tutto l’anno, ed è gestita da studiosi del settore, ricercatori universitari, semplici appassionati, da Ass. scientifiche ed Enti di ricerca Nazionali e Internazionali. Qui trovate il forum e il sito
Proiezione al suolo del fireball, considerando l’altezze media di tali oggetti, ad esempio un punto di inizio a quota 90 km e spegnimento a 70 Km ( proiezione preliminare ):
Osservato dal Lazio e dalla Campania, alto in cielo, dev’essere stato parecchio luminoso e altamente spettacolare, considerata anche la durata di almeno 6 secondi e i flare finali.
Appena avremo segnalazioni da altre videocamere del Network, si potrà calcolare la proiezione esatta e l’orbita nello spazio del meteoroide che ha impattato con l’atmosfera.
Attendiamo anche vostre segnalazioni visuali possono essere molto utili per affinare il calcolo della traiettoria.
il video:
qui altre immagini e dati: forum IMTN

I Luoghi da dove sono arrivate le segnalazioni visuali del bolide, rendono l’idea di come un oggetto cosi brillante possa essere osservato da centina di km di distanza dalla zona sulla quale è transitato
ti può interessare anche:
Cos’è un bolide?
bolide “lacrima di San Lorenzo” del 13 agosto 2011
L’aurora polare, spesso denominata aurora boreale o australe a seconda dell’emisfero in cui si verifica, è un fenomeno che si verifica nell’atmosfera terrestre caratterizzato principalmente da bande luminose di colore rosso-verde-azzurro, detti archi aurorali.
Le aurore possono comunque manifestarsi con un’ampia gamma di forme e colori, rapidamente mutevoli nel tempo e nello spazio.
Il fenomeno è causato dall’interazione di particelle cariche (protoni ed elettroni) di origine solare (vento solare) con la ionosfera terrestre (atmosfera tra i 100 – 500 km). Tali particelle eccitano gli atomi dell’atmosfera che diseccitandosi in seguito emettono luce di varie lunghezze d’onda. A causa della geometria del campo magnetico terrestre, le aurore sono visibili in due ristrette fasce attorno ai poli magnetici della Terra, dette ovali aurorali.
Le aurore visibili ad occhio nudo sono prodotte dagli elettroni, mentre quelle di protoni possono essere osservate solo con l’ausilio di particolari strumenti, sia da terra che dallo spazio.
L’aurora polare è visibile, spesso, anche in zone meno vicine ai poli, come la Scozia, o molte zone della penisola scandinava e addirittura durante eruzioni solari particolarmente violente possono essere avvistate anche da zone a latitudini temperate come l’Italia.
Le aurore sono più intense e frequenti durante periodi di intensa attività solare, come quest’anno periodi in cui il campo magnetico interplanetario può presentare notevoli variazioni in intensità e direzione, aumentando la possibilità di un accoppiamento (riconnessione magnetica) con il campo magnetico terrestre.
L’origine dell’aurora si trova a 149 milioni di km dalla Terra, cioè sul Sole. La comparsa di un grande gruppo di macchie solari è la prima avvisaglia di una attività espulsiva di massa coronale intensa. Le particelle energetiche emesse dal Sole viaggiano nello spazio formando il vento solare.
Questo si muove attraverso lo spazio interplanetario (e quindi verso la Terra, che può raggiungere in 50 ore) con delle velocità tipicamente comprese tra i 400 e gli 800 km/s, trascinando con sé parte del campo magnetico solare (campo magnetico interplanetario).
Il vento solare, interagendo con il campo magnetico terrestre detto anche magnetosfera, lo distorce creando una sorta di “bolla” magnetica, di forma simile ad una cometa.
La magnetosfera terrestre funziona come uno scudo, schermando la Terra dall’impatto diretto delle particelle cariche (plasma) che compongono il vento solare.
In prima approssimazione queste particelle “scivolano” lungo il bordo esterno della magnetosfera (magnetopausa) e passano oltre la Terra.
In realtà, a causa di un processo noto come riconnessione magnetica (il campo magnetico interplanetario punta in direzione opposta a quello terrestre), il plasma del vento solare può penetrare dentro la magnetosfera e, dopo complessi processi di accelerazione, interagire con la ionosfera terrestre, depositando immense quantità di protoni ed elettroni nell’alta atmosfera, e dando luogo, in tal modo, al fenomeno delle aurore.
È da notare che le zone artiche, possedendo una protezione magnetica minore, risultano le più esposte a questo fenomeno e spesso, per qualche giorno dopo l’evento, l’ozono si riduce circa di un cinque per cento.
Le aurore sono più intense quando sono in corso tempeste magnetiche causate da una forte attività delle macchie solari. La distribuzione dell’intensità delle aurore in altitudine mostra che si formano prevalentemente ad un’altitudine di 100 km sopra la superficie terrestre. Sono in genere visibili nelle regioni vicine ai poli, ma possono occasionalmente essere viste molto più a sud, fino a 40º di latitudine.
Le particelle che si muovono verso la Terra colpiscono l’atmosfera attorno ai poli formando una specie di anello, chiamato l’ovale aurorale. Questo anello è centrato sul polo magnetico (spostato di circa 11º rispetto dal polo geografico) ed ha un diametro di 3000 km nei periodi di quiete, per poi crescere quando la magnetosfera è disturbata. Gli ovali aurorali si trovano generalmente tra 60° e 70° di latitudine nord e sud.
L’aurora è formata dall’interazione di particelle ad alta energia (in genere elettroni) con gli atomi neutri dell’alta atmosfera terrestre. Queste particelle possono eccitare (tramite collisioni) gli elettroni di valenza dell’atomo neutro. Dopo un intervallo di tempo caratteristico, tali elettroni ritornano al loro stato iniziale, emettendo fotoni (particelle di luce). Questo processo è simile alla scarica al plasma di una lampada al neon.
I particolari colori di un’aurora dipendono da quali gas sono presenti nell’atmosfera, dal loro stato elettrico e dall’energia delle particelle che li colpiscono. L’ossigeno atomico è responsabile del colore verde (lunghezza d’onda 557,7 nm) e l’ossigeno molecolare per il rosso (630 nm). L’azoto causa il colore blu.
Forma delle Aurore
La forma di un’aurora polare è molto varia.
Archi e brillanti raggi di luce iniziano a 100 km sopra la superficie terrestre e si estendono verso l’alto lungo il campo magnetico, per centinaia di chilometri.
Gli archi possono essere molto sottili, anche solo 100 metri, pur estendendosi da orizzonte ad orizzonte. Possono essere quasi immobili e poi, come se una mano fosse passata su una lunga tenda, iniziare a muoversi e torcersi. Dopo la mezzanotte, l’aurora può prendere una forma a macchie e ognuna delle macchie spesso lampeggia più o meno ogni 10 secondi fino all’alba.
La maggior parte della luce visibile in un’aurora è di un giallo verdognolo, ma a volte i raggi possono diventare rossi in cima e lungo il bordo inferiore. In occasioni molto rare, la luce del sole può colpire la parte superiore dei raggi creando un debole colore blu.
time-lapse di aurore riprese dall’Aurora Sky Station ad Abisko dove la nostra spedizione si troverà nel febbraio 2013
CLICCA QUI, PER IL PROGRAMMA:
Lapponia ( Svezia ) – Febbraio 2013 – Aurore Boreali
Ancora più raramente (una volta ogni 10 anni o più) l’aurora può essere rosso sangue da cima a fondo. Oltre a produrre luce, le particelle energetiche che formano l’aurora portano calore. Questo è dissipato come radiazione infrarossa o trasportato via dai forti venti dell’alta atmosfera.
Il Sole è una stella con alcune caratteristiche molto variabili, che cambiano con periodi che vanno da poche ore a centinaia d’anni. La direzione del campo magnetico interplanetario, e la velocità e la densità del vento solare, dipendono tutte dall’attività del Sole. Possono cambiare drasticamente in poco tempo e influenzare l’attività geomagnetica. Quando questa aumenta, il bordo meridionale dell’atmosfera boreale si muove verso sud. Anche le emissioni di materia della corona solare causano ovali aurorali più grandi.

Una delle più spettacolari e rare aurore fotografate dall’Italia da Giuseppe Menardi con una digitale Canon EOS D60, obbiettivo Sigma 15 mm f/2,8 i dal Rifugio Scoiattoli sulle Dolomiti.
fonte: http://www.cortinastelle.it/stars-e-mountains.htm
I disturbi della magnetosfera terrestre sono chiamati tempeste geomagnetiche.
Esse possono produrre cambiamenti improvvisi nella forma e nel moto dell’aurora, chiamati sottotempeste aurorali. Le fluttuazioni magnetiche di tutte queste tempeste possono causare disturbi alla rete di energia elettrica, a volte facendo guastare alcuni apparecchi e causando black out estesi. Possono anche influenzare il funzionamento delle radiocomunicazioni via satellite. Le tempeste magnetiche possono durare parecchie ore o anche giorni, e sottotempeste aurorali possono avvenire molte volte al giorno. Ogni sottotempesta genera centinaia di terajoule di energia, tanta quanta ne consumano gli interi Stati Uniti in dieci ore.
A volte, durante l’apparizione di un’aurora, si possono udire suoni che somigliano a sibili. Si tratta di suoni elettrofonici, un fenomeno che si può manifestare, sebbene molto più raramente, anche durante l’apparizione di bolidi. L’origine di questi suoni è ancora non chiara, si ritiene che sia dovuta a perturbazioni del campo magnetico terrestre locale causate da un’aumentata ionizzazione dell’atmosfera sovrastante.
Spesso l’ascolto di tali suoni è facilitato dalla presenza di oggetti metallici nelle immediate vicinanze del testimone.
Le aurore nel passato
Il 28 agosto 1859 vennero avvistate alcune aurore lungo una vasta area del territorio americano. Nei centri scientifici di tutto il mondo, la strumentazione subì forti e inspiegabili variazioni e correnti spurie si formarono nelle linee telegrafiche. Il giorno seguente, l’astronomo inglese Richard Christopher Carrington notò un gruppo di macchie solari di dimensioni insolitamente grandi, dal quale partiva un lampo di luce biancastra, che dopo qualche ora produsse una seconda ondata di aurore di grande intensità.
Con la “Grande Aurora” del 1859, i modelli di spiegazione dei fenomeni di attività solare evolvettero rapidamente e le antiche ipotesi di lampi ad alta quota, o di luce riflessa da iceberg vennero sostituite da quelle più attinenti agli eventi solari e alla perturbazione.
È stimato che tempeste di tale intensità capitino ogni 500 anni. L’ultimo evento di un’intensità pari alla metà di quella del 1859 è accaduto nel 1960 provocando interruzioni radio in tutto il pianeta. Gli esperti ritengono che i costi di una eventuale supertempesta potrebbero essere paragonabili a quelli di un grande terremoto, nel caso dovessero mancare le opportune contromisure, come procrastinare alcune attività delicate svolte dai satelliti, spostare le rotte aeree, individuare in anticipo gli elementi vulnerabili delle reti.
L’attività magnetica solare, e quindi anche la formazione di macchie solari, varia ciclicamente ogni undici anni.
Fonte : Wikipedia
Cosa accadrà quest’anno?
Nel mese di gennaio del 2008 è iniziato il nuovo ciclo e culminerà proprio quest’anno ( 2013 ) quindi è lecito attendersi nei prossimi mesi un notevole incremento nell’ attività aurorale, in particolare verso gli equinozi di Primavera e Autunno 2013, ma anche primavera 2014 quando il sole dovrebbe essere ancora molto attivo. Chiaramente bisognerà recarsi ad alte latitudini e nei mesi adatti, quando le ore di buio sono sufficienti e soprattutto presenti, non in estate quando abbiamo “il sole di mezzanotte”.
La nostra spedizione di Febbraio 2013 è ormai SOLD-OUT ma stiamo preparando una seconda spedizione per Febbraio-Marzo 2014.
Se siete interessati alla preiscrizione fateci sapere:
Ferruccio Zanotti 338/4772550
Massimiliano Di Giuseppe 338/5264372
e-mail: esploriamoluniverso@gmail.com
Altri articoli che possono interessarti:
Il sole e l’imminente massimo solare
Islanda 2012: Caccia di Aurore nella Terra dei Vichinghi
Hessdalen 2003: Luci misteriose in Norvegia
Il Sole è la stella del sistema solare, attorno alla quale orbitano gli otto pianeti principali (tra cui la Terra), i pianeti nani, i loro satelliti, innumerevoli altri corpi minori e la polvere diffusa per lo spazio, che forma il mezzo interplanetario. La massa del Sole, rappresenta da sola il 99,9% della massa complessiva del sistema solare.
Il Sole è una stella di dimensioni medio-piccole costituita essenzialmente da idrogeno (circa il 74% della sua massa, il 92,1% del suo volume) ed elio (circa il 24-25% della massa, il 7,8% del volume), cui si aggiungono altri elementi più pesanti presenti in tracce.
È classificata come una nana gialla con una temperatura superficiale di 5 504 °C, ma il termine è ingannevole avendo un colore bianco estremamente intenso e cromaticamente freddo, che può apparire giallognolo, a causa dell’atmosfera terrestre, in ragione dell’elevazione dell’astro sull’orizzonte e della limpidezza atmosferica;il Sole, è in una lunga fase di equilibrio stabile in cui l’astro fonde, nel proprio nucleo, l’idrogeno in elio.
Tale processo genera ogni secondo una grande quantità di energia emessa nello spazio sotto forma di radiazioni elettromagnetiche (radiazioni solari), flusso di particelle (vento solare) e neutrini.
La radiazione solare, emessa fondamentalmente come luce visibile ed infrarossi, consente la vita sulla Terra fornendo l’energia necessaria ad attivare i principali meccanismi che ne stanno alla base, inoltre l’insolazione della superficie terrestre regola il clima e la maggior parte dei fenomeni meteorologici.
Una caratteristica della nostra stella sono le macchie solari, regioni della superficie del Sole distinte da una temperatura minore rispetto l’ambiente circostante, e da forte attività magnetica. Anche se in realtà le macchie solari sono estremamente luminose, perché hanno una temperatura di circa 4000 °C, il contrasto con le regioni circostanti, ancora più luminose e calde, le rende visibili come macchie scure.
L’attività solare è ciclica e viene misurata in base al numero di macchie solari che compaiono sulla superficie. Quando la superficie solare mostra un ampio numero di macchie, il Sole sta attraversando una fase di maggior attività ed emette maggior energia nello spazio circostante.
Il ciclo solare è il periodo , lungo in media 11 anni, che intercorre tra un periodo di minimo dell’attività solare ( quando possono passare anche settimane intere senza che sia visibile alcuna macchia sul disco del Sole ) e il successivo minimo. La lunghezza del periodo non è strettamente regolare ma può variare tra i 10 e i 14 anni.
Galileo Galilei è stato tra i primi ad osservare le macchie solari con il suo telescopio nel 1610, ma i cicli solari iniziarono ad essere conteggiati attraverso il numero delle macchie dal 1755 e quest’anno ( 2013 ) siamo nel 24°ciclo, quando dovrebbe essere raggiunto il picco dell’attività solare.
Durante il massimo solare, le linee del campo magnetico all’interno del sole, sono maggiormente distorte dalla rotazione differenziale (l’equatore ruota più velocemente dei poli) ed emergono dalla superficie creando, non solo, notevoli gruppi di macchie solari, ma anche grandi protuberanze e a volte enormi esplosioni ( brillamenti ) , con espulsioni di massa coronale . Queste emissioni di particelle cariche, a volte sono dirette verso la Terra e creano periodi favorevoli per l’osservazione delle aurore polari.
Se l’eruzione solare è molto forte, la radiazione emessa può danneggiare satelliti, mettere in crisi i GPS, e causare black-out nell’erogazione della corrente elettrica, come è già successo in passato.
In ogni caso l’intensità raggiunta non è la medesima ad ogni ciclo e il massimo solare di quest’anno potrebbe risultare particolarmente debole, addirittura il più tranquillo degli ultimi 100 anni.
Il numero di macchie solari, ad oggi si è mantenuto relativamente basso, e anche le emissioni radio, note come indice dell’ attività solare, sono molto contenute.
il Sole è ancora tranquillo ma è da tenere d’occhio, il picco sarà raggiunto nei prossimi mesi ( forse in autunno ) e tempeste solari sono sempre in agguato.
In ogni caso possiamo dormire sonni tranquilli, la vita sulla Terra , ha un formidabile schermo protettivo formato dall’atmosfera e dal campo magnetico terrestre che ci protegge dalla radiazione elettromagnetica e particelle cariche in eccesso provenienti dalla nostra stella.
Piuttosto è il periodo giusto per recarsi ad alte latitudini ad osservare uno dei più grandi spettacoli della natura, le aurore polari.






























































