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astroturismo tromso & senja marzo 2019
di Massimiliano Di Giuseppe
Dopo il viaggio in Azerbaijan del Maggio 2015, era rimasta nel nostro gruppo di astroviaggiatori la curiosità di addentrarsi maggiormente nel Caucaso e approfittare di condizioni ancor più ideali per le osservazioni astronomiche… E’ noto infatti che tutta l’area del Grande Caucaso è praticamente priva di inquinamento luminoso, risultando una delle regioni più buie del pianeta. Quindi, già a Settembre dello stesso anno tentiamo di organizzare un viaggio in Georgia, uno splendido paese attraversato dalla celebre catena montuosa, non riuscendo tuttavia a raggiungere il numero minimo di partecipanti. Si decide allora con Robintur di riprovarci quest’anno, programmandolo in occasione delle Perseidi di Agosto, le famose “Lacrime di S.Lorenzo” e finalmente il viaggio va in porto!
Ci ritroviamo così il 5 Agosto all’aeroporto di Malpensa con alcuni vecchi compagni di viaggio: Stefano Ottani, l’ultima volta con noi in Madagascar 2 anni fa, Teresa Cavalletti e Vita Santoro presenti all’ultima eclisse in Wyoming, Graziella Balboni, reduce dalle avventure etiopi, Giovanni Pelati detto Ivan con la moglie Iole Magnoni, conosciuti in Finlandia nel 2014, a cui si aggiungono le nuove arrivate, Marisa Zanini, Claudia Cincotti e infine, direttamente dalla Sardegna Claudia Putzolu, Elisabetta e Maria Cristina Soddu.
Dopo uno scalo a Kiev in Ucraina, arriviamo attorno all’una di notte a Tbilisi, capitale della Georgia dove troviamo ad attenderci il giovane Levan che ci accompagnerà per tutto il nostro tour.
Entriamo in una città che ci appare anche a quest’ora molto viva, illuminata e piena di gente e pernottiamo all’hotel Coste dandoci appuntamento l’indomani per le visite del centro storico.
Scarica il programma completo: SUDAN – osservazioni dal deserto Febbraio 2019
Scarica il programma completo: ARGENTINA – Eclisse Luglio 2019
ETIOPIA 2018: alla ricerca dell’Arca perduta!
di Massimiliano Di Giuseppe
Ci avevamo provato nel Gennaio 2012 a visitare l’Etiopia e la Dancalia, ma l’annuncio di un attentato pochi giorni prima della nostra partenza, che era costato la vita a 5 turisti ad opera di un commando eritreo, proprio nei pressi del vulcano Erta Ale, una delle nostre mete, ci aveva indotto a rinunciare. Passati 6 anni e calmatesi le acque, rimettiamo in piedi l’organizzazione e siamo pronti a partire per questo affascinante paese, ancora al di fuori delle principali rotte turistiche , il periodo prescelto è Febbraio 2018.
Ma a Dicembre nuova doccia fredda, un nuovo attacco con uccisione di un turista europeo sempre nella zona dell’Erta Ale fa vacillare ancora una volta il viaggio, a darci notizia l’amico e compagno di viaggi Enrico Castiglia che rinuncia a iscriversi e come nel 2012 abbandona il suo sogno di visitare la Dancalia. Ma non tutto è perduto, ad un’analisi più precisa dei fatti si scopre che la vittima era sprovvista di scorta ( obbligatoria in quelle zone ) e il tragico avvenimento è stato un episodio isolato, un tentativo di furto finito male…
Un rapido sondaggio con gli altri partecipanti, un occhio al sito della Farnesina che dà il via libera insieme al benestare finale di Robintur ci fanno prendere la decisione definitiva: si decide di partire…sarà un’avventura!
di Massimiliano Di Giuseppe
Nuove e imponenti montagne si preparano a fare da sfondo alla pioggia di meteore Orionidi, le stelle cadenti di fine Ottobre originate dalla famosa cometa di Halley, che dopo aver dato spettacolo sul monte Sinai in Egitto nel 2008 e sull’Ararat in Armenia nel 2011, si preparano a sfrecciare in Nepal sopra la catena Himalayana, che diventa quindi meta di un accattivante viaggio organizzato come di consueto in collaborazione con l’agenzia di viaggi Robintur.
Il 15 Ottobre mi incontro col resto dei partecipanti ancora una volta all’aeroporto di Malpensa: le veterane Simona Musiani, Silvana Laffi e Vanna Civolani (con noi l’ultima volta in Australia nel 2012) e i nuovi Bruna Santini, Olivio Righi con la moglie Barbara Reggiani ed Elmo Pronti con la moglie Elsa Arcangeli.
Il comodo volo Emirates fa scalo a Dubai e dopo un’attesa di 5 ore ingannata facendo conoscenza con i nuovi compagni di viaggio e bevendo qualche cappuccino con caramello, ci imbarchiamo per Kathmandu, capitale del Nepal. Cresce in tutti noi l’attesa per questo affascinante paese, già obiettivo di un viaggio due anni fa, poi sfumato all’ultimo a causa del disastroso terremoto che l’ha colpito. Speriamo che la popolazione abbia avuto gli aiuti necessari e i bellissimi templi non siano stati troppo danneggiati…
Dai finestrini dell’aereo abbiamo il primo impatto con la catena dell’Himalaya che compare al tramonto all’orizzonte, l’emozione è forte e cerchiamo di fare qualche foto sperando di vederla più da vicino… ma l’aereo piomba nelle nuvole e nel grigiore, nascondendone la vista mentre si prepara all’atterraggio. Kathmandu ci appare dall’alto in un disordinato agglomerato di abitazioni fitte le une alle altre, atterriamo al piccolo aeroporto e dopo aver ricuperato i bagagli troviamo ad attenderci all’uscita la nostra guida Kabindra detto Kabir assieme ad Apo, l’autista di un piccolo e vetusto pulmino.
Ci vengono subito messe al collo ghirlande arancioni di benvenuto e siamo catapultati nel traffico caotico della città, veramente micidiale, un groviglio di motorini, auto e furgoni più o meno scassati, che abbandoniamo a fatica, arrampicandoci su una strada di montagna che conduce a Nagarkot, piena di buche o meglio voragini che rallentano il nostro mezzo.
Nel frattempo si è fatto buio e il percorso diventa più pericoloso, Kabir ondeggiando sul suo sedile annuncia: “La strada è un po’ brutta…ma non abbiate paura, fra poco siamo arrivati!”