Un documento unico ottenuto durante la spedizione italiana in Cina del 2001 organizzata da Coop. Camelot, Coelum e CTM Robintur, per osservare la tempesta di meteore delle leonidi.
In Italia si è osservato bene il picco di Leonidi del Novembre 1999 di breve durata e composto mediamente da meteore deboli, mentre il picco del 2001 visibile soltanto in Asia, è stato molto più spettacolare, durato l’intera notte con alto tasso di bolidi, fino all’alba, un outburst di 4500 meteore/ora, avvistate più di 60 leonidi al minuto, ad un certo istante in cielo erano presenti in contemporanea diverse scie residue dell’esplosione di brillanti fireball, che si contorcevano sotto la spinta dei venti d’alta quota ( vedi filmato) e meteore ovunque…
Questo video, realizzato con una comune videocamera commerciale, pur non essendo sensibile come l’attuale strumentazione dedicata, da un idea, almeno in parte, di come dev’essere stato lo spettacolo, anche grazie al divertente sonoro…. buona visione.
ISLANDA 2012: caccia alle Aurore nella terra dei Vichinghi!
di Massimiliano Di Giuseppe
Ci avevamo già provato nell’Ottobre 2000 ad organizzare un viaggio in Islanda in occasione dell’ultimo massimo solare senza purtroppo raggiungere il numero minimo di partecipanti, ma questa volta ce l’abbiamo fatta, siamo in 15 quando ci ritroviamo all’aeroporto di Milano Linate, tutti ansiosi di ammirare uno dei più impressionanti e affascinanti fenomeni atmosferici:l’aurora boreale!
L’organizzazione del viaggio è affidata ancora una volta all’agenzia CTM Robintur, Coelum, Coop Camelot e Sait Puglia.
La nuova attività solare si è fatta attendere ma di recente si è assistito ad una serie di esplosioni solari e brillamenti come non si vedevano da anni che fanno ben sperare la nostra spedizione, diverso è il discorso meteo che alimenta invece non pochi dubbi e frustrazioni: un’alta pressione anomala con temperature molto più elevate della norma si estende in tutta Europa fino a Copenhagen, più a nord regna invece incontrastato un vortice di bassa pressione che ha il suo centro proprio sopra l’Islanda…
Alcuni amici che sono già stati in questo meraviglioso paese ci dicono che comunque nell’arco di una giornata il tempo è variabilissimo occorre avere fiducia. Mah, speriamo!
Facciamo scalo proprio a Copenhagen e qui il nostro gruppo composto dai già noti Ferruccio Zanotti, Arianna Ruzza, Maurilio Grassi, Barbara Scura, Alberto Palazzi, Esther Dembitzer, Gianpaolo Lucci, Paolo Minafra, dai nuovi Andrea Battistella, Giacinto e Mirta Malagoli, Giovanna Corsi, Roberto Giumelli e lo scrivente, si imbarca sull’aereo per Reykjavik, capitale dell’Islanda, fondata dai Vichinghi nel IX secolo. E’ il 22 Marzo 2012.
L’aereo entra nelle nuvole basse che quasi toccano il terreno ed un ambiente tetro ci accoglie accentuato dal nero paesaggio lavico, naturalmente non può mancare la pioggia, sottile e autunnale. Ben diversa è la nostra guida Guony Margret Emilsdottir, un’altissima vichinga bionda, spiritosa e sorridente che ci dice subito di non temere, il martello del dio Thor squarcerà le nuvole e riusciremo a vedere le aurore! Mmmmh, intanto abbiamo perso 2 bagagli, quelli di Arianna e Barbara…
Veniamo condotti con il pullman del nostro autista Saemundur al gigantesco cupolone chiamato Perlan, un complesso costruito attorno a enormi cisterne di acqua calda della collina di Oskjuhlio a 2 km dal centro della città. All’interno, oltre ad un’alta fontana che simula un geyser artificiale, si trova il moderno museo delle saghe, con manichini acconciati che raccontano l’antica storia islandese dai primi colonizzatori irlandesi, alle incursioni vichinghe e alla dominazione danese. Saliamo anche al piano superiore dove, da una terrazza esagonale si potrebbe ammirare il panorama sulla città se non ci fossero le nuvole.
Il giro dal pullman prosegue poi con il centro storico, il Parlamento, il Museo Nazionale, Hofdi, la casa in cui è avvenuto il summit tra Reagan e Gorbaciov nel 1986 che portò al successivo disgelo tra le due superpotenze ed il porto in cui notiamo tantissime imbarcazioni dedicate al Whale Watching, l’avvistamento dei cetacei, previsto anche per il nostro gruppo il penultimo giorno.
Nel frattempo Margret ci racconta, con il suo tipico intercalare ( yau !), che la settimana prima un gruppo di giapponesi ha visto le aurore tutte le sere, addirittura di colore viola ed arancione! Dal nostro gruppo partono commenti più o meno coloriti all’indirizzo dei giapponesi mentre guardiamo dai finestrini un clima che almeno per stasera non lascia speranze.
Arriviamo quindi al nostro hotel Baron in cui riposiamo un po’ prima della cena prevista al Fish Buffet un caratteristico ristorante in cui ci abbuffiamo di salmone (lax), trota (silungur) e merluzzo (porskur), preparati con le più svariate ricette ed alcuni assaggiano pure la balena!
La mattina del 23 ci coglie attorno al computer dell’hotel per consultare febbrilmente le previsioni meteo dei prossimi giorni, pare che verso est dove siamo diretti, in serata dovrebbe migliorare con squarci di sereno anche il giorno dopo, più avanti dice Paolo, meglio non guardare. Osserviamo un dipinto con sgargianti aurore nella hall, speriamo sia di buon auspicio!
C’è grande attesa tra gli astrofili di molti paesi per una data importante e fatidica: mercoledì 11 Agosto 1999. In quell’occasione si verificherà infatti un’eclisse totale di Sole e la fascia della totalità, di una larghezza di circa 100 km attraverserà molti territori dell’emisfero Nord: l’Europa dalla Cornovaglia alla Turchia passando per Francia, Germania, Austria, Ungheria e Romania e poi il Medio Oriente, l’Iran e l’India, dove l’eclisse terminerà al tramonto sul Golfo del Bengala.
Le città disseminate lungo la fascia della totalità sono abitate da milioni di persone che, insieme con quelle che vi si sposteranno per osservare l’eclisse, assommeranno al più vasto numero di spettatori che abbia mai avuto un’eclisse totale.
Trattandosi dell’ultima eclisse totale del secondo millennio, avrà anche un significato storico. La prossima eclisse visibile dall’Europa, si verificherà soltanto nel 2081.
Un’occasione imperdibile quindi per il Gruppo Astrofili Columbia di Ferrara, che decide di abbandonare il nostro paese in cui l’eclisse sarà solo parziale, per cercare fortuna all’estero. Ma dove andare? La risposta arriva già in Maggio, quando l’albergo austriaco Sattlegger di Emberger Alm in Carinzia, richiede il nostro planetario itinerante per un periodo centrato attorno all’eclisse, come richiamo per i numerosi turisti che in quel periodo transiteranno di lì.
Compiuto un sopralluogo capiamo però che l’albergo, anche se di poco, rimane fuori dalla fascia della totalità e occorrerà spostarsi a Seewalchen, paesino situato nella parte nord del lago Attersee, a nord di Salisburgo per trovare il luogo più vicino alla centralità, con le caratteristiche più idonee. Ci accordiamo quindi con Thomas Sattlegger, il proprietario dell’albergo, spiegandogli che quel giorno lo abbandoneremo ed egli si dimostra comprensivo. E’ fatta! L’unica incognita sarà come di consueto il clima, che in Austria non è certo il migliore della fascia della totalità. La mutevole topografia di tutta l’Austria, crea infatti microclimi locali molto differenziati, definiti da differenti temperature e quantità di precipitazioni e nuvolosità. Occorrerà molta fortuna.
I neutrini viaggiano più veloci della luce! La notizia è di quelle che fanno sobbalzare dalla sedia e proviene da ambienti accademici di tutto rispetto, nientemeno che nell’ambito dell’esperimento OPERA che coinvolge il CERN di Ginevra ed i laboratori del Gran Sasso in Italia. Caspita! Certo occorrono ancora verifiche sperimentali ed ulteriori conferme, ma se tutte queste dessero esito positivo sarebbe una vera e propria rivoluzione scientifica che minerebbe l’assioma secondo cui la luce è un limite invalicabile. Questo almeno stando alla teoria della relatività ristretta di Einstein.
A pochi giorni dalla scoperta decido di partecipare al Festival della Fisica di Lecco e alla conferenza del celeberrimo fisico Antonino Zichichi, il quale dopo una brillante digressione su Enrico Fermi, la sua vita e le sue scoperte, inevitabilmente si sofferma sui neutrini e sulla loro presunta velocità superluminale, ipotizzando un universo a più di 40 dimensioni per poterla spiegare.
L’incontro con il Prof.Antonino Zichichi
Occorre vederci più chiaro, occorre organizzare un viaggio al CERN di Ginevra, forse lì avremo le risposte che cerchiamo. E così, ancora una volta ci si avvale dell’appoggio logistico-organizzativo dell’agenzia viaggi CTM Robintur e del supporto di Coelum, Coop Camelot e Lunar Society Italia.
Evidentemente lo sciame delle meteore Orionidi è legato per uno strano scherzo del destino ai monti Biblici. La sua osservazione è infatti coincisa nell’Ottobre 2008 con la salita della spedizione di Coelum sul Monte Sinai in Egitto e 3 anni dopo con un viaggio in Armenia, per osservare queste meteore nei pressi del Monte Ararat, il famoso monte su cui si dice riposino i resti della mitica Arca di Noè !
L’organizzazione del viaggio vede tra gli artefici come di consueto la rivista Coelum, l’agenzia viaggi CTM Robintur, Coop Camelot e Lunar Society Italia , lo scopo, oltre le Orionidi è quello di osservare il cielo da un luogo buio e incontaminato e di effettuare un tour dei monasteri armeni, situati in ambienti naturali straordinari.
Questa volta però le previsioni meteo, controllate qualche giorno prima della partenza non sono affatto buone. E’ quindi con un misto di apprensione e curiosità, che ci prepariamo a visitare questo misterioso paese aperto solo di recente al turismo e con una storia alquanto travagliata alle spalle, approdando all’alba del 22 Ottobre nella capitale Yerevan, dopo uno scalo a Praga.
Oltre al sottoscritto e al collega Ferruccio Zanotti, fanno parte del gruppo i veterani Claudio Balella, Feliciana Cenerini, Vanna Civolani, Maurilio Grassi, Bruno Giacomozzi, Carlo Muccini, Franca Baldecchi e i nuovi adepti Antonio Benuzzi, Maria Luisa Bianchi detta Isa e Sergio Masciadri.
Veniamo accolti all’aeroporto dalla nostra guida armena, una gentile e graziosa ragazza di nome Karine, che subito ci sorprende per il suo perfetto italiano e per la sua competenza. Veniamo condotti all’Ani Plaza Hotel in cui riposiamo qualche ora prima di ritrovarci sul pulmino guidato dal cortese Seyran per il nostro primo appuntamento, il Metadaran ovvero il museo dei manoscritti antichi.
La nuova meta dei viaggi astronomici organizzati dal Gruppo Astrofili Columbia in collaborazione con la rivista Coelum, Coop Camelot e l’agenzia viaggi CTM Robintur di Modena è l’isola di Sal nell’arcipelago di Capo Verde al largo della costa del Senegal. Trovandosi a 15° dall’equatore e’l’ideale per osservare una parte del cielo australe, per di più da un comodo villaggio turistico.
Il 9 Febbraio io ed Arianna Ruzza del Columbia ci incontriamo all’aeroporto di Bologna con gli altri partecipanti: la veterana Esther Dembitzer, Alberto Berardi una vecchia conoscenza del I° Cile, accompagnato dal padre Nazareno, il sorprendente Giulio Nobile ( Arizona e 2°Cile+ isola di Pasqua), Bruno Giacomozzi ( i due Cile +isola di Pasqua) con la moglie Maria, Germano Dal Fra ( Norvegia e Cile ), con la moglie Colette Kraus, Alberto Palazzi,un’altra vecchia conoscenza ( Antigua e Austria) e i due simpatici coniugi fiorentini Carlo Pampaloni e Luciana Biagiotti.
Dopo un viaggio di 5 ore e mezza giungiamo nel pomeriggio alla meta, dall’aereo l’isola è splendida, con acque verdissime che bagnano spiagge bianche paradisiache. Un pulmino ci conduce al villaggio del Bravo Club hotel Vila do Farol, un villaggio completamente italiano in cui avremo un trattamento di all-inclusive,in cui giungiamo dopo aver attraversato un paesaggio aspro ed inospitale, non un filo di vegetazione. Ci mettiamo immediatamente in costume, ma le sferzate di vento ci inducono ad aggiungere qualche capo di abbigliamento, testiamo l’acqua del mare: freddissima!
Attendiamo l’ora di cena in cui risolleviamo lo spirito con una vera e propria abbuffata di ogni ben di Dio cucinato in maniera sopraffina dal cuoco sardo del villaggio, sarà una lieta costante che ci accompagnerà per tutta la permanenza. Uno sguardo al cielo, quasi del tutto coperto, unito alla stanchezza del viaggio ci consigliano di andare a dormire. Il mattino dopo io ed Arianna troviamo il coraggio di tuffarci in mare e poco dopo siamo seguiti da Alberto e Carlo, dopo un primo sconcerto iniziale ci si abitua abbastanza facilmente e anche l’uscita dall’acqua è meno traumatica del previsto. E’ una bella giornata con qualche nuvoletta che ogni tanto intercetta il sole potente dell’equatore.
CILE 1999: LE MERAVIGLIE DEL CIELO AUSTRALE
di Massimiliano Di Giuseppe
CILE 1999: Le meraviglie del cielo australe
di Massimiliano Di Giuseppe
Giovedì 8 Aprile 1999, ore 4.40: suona la sveglia, io ed Arianna fatichiamo non poco a riprendere conoscenza, tuttavia ci facciamo coraggio e riordiniamo i numerosi bagagli. Federico, fratello di Arianna, alle 5.15 è pronto per accompagnarci in stazione a Bologna recuperando anche altri componenti della spedizione, Michele Bonadiman, Roberto Bonventi e Olga Gamberini del gruppo Astrofili Columbia di Ferrara. Una fastidiosa pioggerellina ci fa compagnia fino a Bologna in un cielo tetro e plumbeo, quasi il sole non volesse sorgere.
Alle 7.17 partiamo con il treno per Milano e accanto a noi si siede il giovane Alberto Berardi di Bellaria, anche lui un componente del viaggio in Cile organizzato in parte da Arianna e da un’agenzia viaggi di Imperia.
Alle 9.20 siamo a Milano e prendiamo la navetta per Malpensa in cui arriviamo dopo un’ora circa.
In aeroporto, si fanno vivi anche gli altri compagni di viaggio: Bruno Giacomozzi, Maurilio Grassi, Tommaso D’Aleo, Claudio Poggi, Simonetta Fontana, Flavia Corsini, Meko Tomor, Rino Astori ( con moglie, figlio e cugino ), Armando Rossella, Giovanni Cini, Angelo Gabba e Claudio Dalmasso, che ha i biglietti aerei dei partecipanti.
Il lungo viaggio prevede uno scalo a Londra ove arriviamo alle 13.30, ora di Greenwich e lì, complice una sosta di ben 6 ore, decidiamo di visitare la città. Vediamo velocemente le Wenstmister Abbey e Cathedral, il Parlamento con il famoso Big Ben e Buckingam Palace con tanto di cambio della guardia prima del ritorno a Gatwick e di una rapida cena al Mc Donald.
La partenza sul Boeing 747 per la lunga trasvolata è fissata per le 20.30 e fortunatamente l’aereo è semivuoto, consentendo di stenderci per dormire qualche ora.