Durante il Festival della Fantascienza di Trieste, edizione 2011, una delle cupole metalliche dei nostri planetari itineranti è stata utilizzata per ricreare l’ideale ambientazione di SpaceOpera:
descrizione dell’evento:
Uno dei nostri compiti è l’osservazione sistematica dei pianeti, nel tentativo di contribuire alla ricerca scientifica in ambiti dove gli astrofili possono dare un utile contributo alla conoscenza, nel caso specifico, delle dinamiche che concorrono alla formazione di spettacolari vortici e perturbazioni nell’atmosfera del gigante del sistema solare, il pianeta Giove.
La prima regola è la costanza, amatori in tutto il mondo possono monitorare continuamente il pianeta, coprendone nel tempo l’atmosfera e documentarne i cambiamenti.
Gli astronomi professionisti, spesso non possono impegnare i telescopi per più di un certo numero di ore su un determinato oggetto, le sonde automatiche o lo stesso Hubble Space Telescope riprendono il pianeta ad altissima definizione ma solo in certi istanti, immagini utilissime, ma non continuative nel tempo, e qui intervengono gli astrofili con la loro costanza… ricordatevi perseverare è utile 😉
Le immagini vengono inviate all’UAI ( Unione Astrofili Italiani ) sez. pianeti, all’americana e giapponese ALPO ( The Association of Lunar and Planetary Observers ) e misurate nell’ambito del programma JUPOS in collaborazione anche con professionisti.
Sono utili alla ricerca anche immagini deteriorate dalla turbolenza atmosferica, basta che mostrino dettagli sufficienti, quindi qui troverete immagini buone e meno buone, l’importante che siano misurabili.
Buona visione.
Giove ripreso con filtro infrarosso il 14 settembre 2011 alle 04:20 TL attraverso il newton 45 dell’Osservatorio di Ostellato ( FE ), tre elaborazioni diverse della stessa immagine, quale preferite, a, b o c?

di Massimiliano Di Giuseppe
La nuova meta dei viaggi astronomici organizzati dal Gruppo Astrofili Columbia in collaborazione con la rivista Coelum, Coop Camelot e l’agenzia viaggi CTM Robintur di Modena è l’isola di Sal nell’arcipelago di Capo Verde al largo della costa del Senegal. Trovandosi a 15° dall’equatore e’l’ideale per osservare una parte del cielo australe, per di più da un comodo villaggio turistico.
Il 9 Febbraio io ed Arianna Ruzza del Columbia ci incontriamo all’aeroporto di Bologna con gli altri partecipanti: la veterana Esther Dembitzer, Alberto Berardi una vecchia conoscenza del I° Cile, accompagnato dal padre Nazareno, il sorprendente Giulio Nobile ( Arizona e 2°Cile+ isola di Pasqua), Bruno Giacomozzi ( i due Cile +isola di Pasqua) con la moglie Maria, Germano Dal Fra ( Norvegia e Cile ), con la moglie Colette Kraus, Alberto Palazzi,un’altra vecchia conoscenza ( Antigua e Austria) e i due simpatici coniugi fiorentini Carlo Pampaloni e Luciana Biagiotti.
Dopo un viaggio di 5 ore e mezza giungiamo nel pomeriggio alla meta, dall’aereo l’isola è splendida, con acque verdissime che bagnano spiagge bianche paradisiache. Un pulmino ci conduce al villaggio del Bravo Club hotel Vila do Farol, un villaggio completamente italiano in cui avremo un trattamento di all-inclusive,in cui giungiamo dopo aver attraversato un paesaggio aspro ed inospitale, non un filo di vegetazione. Ci mettiamo immediatamente in costume, ma le sferzate di vento ci inducono ad aggiungere qualche capo di abbigliamento, testiamo l’acqua del mare: freddissima!
Attendiamo l’ora di cena in cui risolleviamo lo spirito con una vera e propria abbuffata di ogni ben di Dio cucinato in maniera sopraffina dal cuoco sardo del villaggio, sarà una lieta costante che ci accompagnerà per tutta la permanenza. Uno sguardo al cielo, quasi del tutto coperto, unito alla stanchezza del viaggio ci consigliano di andare a dormire. Il mattino dopo io ed Arianna troviamo il coraggio di tuffarci in mare e poco dopo siamo seguiti da Alberto e Carlo, dopo un primo sconcerto iniziale ci si abitua abbastanza facilmente e anche l’uscita dall’acqua è meno traumatica del previsto. E’ una bella giornata con qualche nuvoletta che ogni tanto intercetta il sole potente dell’equatore.
CILE 1999: LE MERAVIGLIE DEL CIELO AUSTRALE
di Massimiliano Di Giuseppe
CILE 1999: Le meraviglie del cielo australe
di Massimiliano Di Giuseppe
Giovedì 8 Aprile 1999, ore 4.40: suona la sveglia, io ed Arianna fatichiamo non poco a riprendere conoscenza, tuttavia ci facciamo coraggio e riordiniamo i numerosi bagagli. Federico, fratello di Arianna, alle 5.15 è pronto per accompagnarci in stazione a Bologna recuperando anche altri componenti della spedizione, Michele Bonadiman, Roberto Bonventi e Olga Gamberini del gruppo Astrofili Columbia di Ferrara. Una fastidiosa pioggerellina ci fa compagnia fino a Bologna in un cielo tetro e plumbeo, quasi il sole non volesse sorgere.
Alle 7.17 partiamo con il treno per Milano e accanto a noi si siede il giovane Alberto Berardi di Bellaria, anche lui un componente del viaggio in Cile organizzato in parte da Arianna e da un’agenzia viaggi di Imperia.
Alle 9.20 siamo a Milano e prendiamo la navetta per Malpensa in cui arriviamo dopo un’ora circa.
In aeroporto, si fanno vivi anche gli altri compagni di viaggio: Bruno Giacomozzi, Maurilio Grassi, Tommaso D’Aleo, Claudio Poggi, Simonetta Fontana, Flavia Corsini, Meko Tomor, Rino Astori ( con moglie, figlio e cugino ), Armando Rossella, Giovanni Cini, Angelo Gabba e Claudio Dalmasso, che ha i biglietti aerei dei partecipanti.
Il lungo viaggio prevede uno scalo a Londra ove arriviamo alle 13.30, ora di Greenwich e lì, complice una sosta di ben 6 ore, decidiamo di visitare la città. Vediamo velocemente le Wenstmister Abbey e Cathedral, il Parlamento con il famoso Big Ben e Buckingam Palace con tanto di cambio della guardia prima del ritorno a Gatwick e di una rapida cena al Mc Donald.
La partenza sul Boeing 747 per la lunga trasvolata è fissata per le 20.30 e fortunatamente l’aereo è semivuoto, consentendo di stenderci per dormire qualche ora.
Viaggio in Etiopia dal 21 gennaio al 2 febbraio 2012 per l’osservazione del cielo australe, per visionare il programma:
Dopo l’impegnativa eclisse di sole in Mongolia, decidiamo di organizzare con la rivista Coelum e l’agenzia viaggi CTM Robintur un viaggio di tutto relax a Taba in Egitto sul Mar Rosso, con la possibilità di compiere osservazioni con telescopio e monitorare lo sciame delle Orionidi.
La partenza è fissata per il 27 Ottobre dall’aeroporto di Bergamo in cui ci diamo appuntamento: siamo in 14, oltre allo scrivente in compagnia della moglie Arianna e del figlio Leonardo di 8 anni, il collega Ferruccio Zanotti, i veterani Paolo Minafra, Ellen Pokutova, Sergio Piredda, Esther Dembitzer, Alberto Palazzi in compagnia della moglie Munira, Maurilio Grassi, con la moglie Barbara e le amiche Silvia Olivotto e Margherita Miraglia, per la prima volta con noi anche il simpatico Enrico Castiglia.
Erano rimasti nei nostri pensieri l’Algeria ed il Tassili, ritornavano spesso quegli spazi sconfinati, il deserto, i panorami di indicibile bellezza e quel cielo cristallino.
Lo scorso viaggio in quel paese, fortunatamente ancora fuori dai percorsi turistici, avvenuto nel Dicembre 2007, ritornava spesso ad ogni telefonata fra chi la volta scorsa c’era stato e ogni volta che si guardavano le foto incredibili dell’arrampicata sul Tassili, delle misteriose pitture rupestri e di Moloud, la straordinaria guida che ci aveva accompagnato. Si parlava spesso, sopratutto con Alberto e Maurilio di un possibile ritorno in quello straordinario paese, era rimasta in sospeso l’antica pittura dell’”altro” Marziano di Jabbaren, alcuni crateri meteorici ed altre zone di grande interesse, occorreva tornare, trovare il periodo giusto, procedere assieme al CTM Robintur nella difficile organizzazione e soprattutto ricontattare Moloud.
Alla fine ciò che tanto avevamo desiderato si concretizza, la scusa astronomica è ancora una volta quella della pioggia delle Geminidi dicembrine, il periodo da’ garanzie come la scorsa volta di giornate secche e serene, anche se fresche, il vecchio Moloud è felice di riaccompagnarci e il CTM assieme al Tucano viaggi, si occupa della parte logistica. Nessun problema per il Tassili, ma sappiamo che ci saranno difficoltà nella zona dei due crateri di Amguid e Tin Bider, zona militare che è stata interdetta al turismo dalle autorità, speriamo comunque di farcela e confidiamo in Moloud.
Una ripresa della cometa McNaught effettuata da una nostra spedizione assieme agli amici cortinesi al passo Giau – Cortina D’Ampezzo il 10 Gennaio 2007
Alla spedizione del Giau, c’erano Ferruccio Zanotti, Massimiliano Di Giuseppe (che ha realizzato il servizio), Riccardo Gennari da Ferrara, Claudio Balella da Ravenna e sul luogo si trovavano già diversi membri dell’Associazione Astronomica di Cortina fra cui Alessandro Dimai e Marco Migliardi.
Una delle videocamere, della stazione di rilevamento meteore e TLE del IMTN ( Italian Meteor and TLE Network ), nodo di Ferrara, Network di cui Ferruccio Zanotti è cofondatore, ha registrato uno spettacolare bolide la notte del picco di attività dello sciame delle perseidi ( le lacrime di San Lorenzo ):